Cassazione penale: l’indagato può impugnare il sequestro del conto corrente anche con saldo negativo o affidato – accoglimento del ricorso dell’Avv. Massimiliano Luigi Scialla

La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38222 del 2025, ha accolto il ricorso presentato dall’Avv. Massimiliano Luigi Scialla, chiarendo che il titolare di un conto corrente sottoposto a sequestro preventivo conserva un interesse concreto e attuale all’impugnazione del provvedimento anche quando il conto presenti saldo negativo.

Si tratta di una pronuncia destinata ad avere un rilievo significativo in tema di sequestro preventivo di rapporti bancari, poiché ribadisce la necessità di interpretare la nozione di “interesse a impugnare” in chiave sostanziale e non meramente formale.


⚖️ Il caso

Il Tribunale di Roma, in sede di riesame ex art. 324 c.p.p., aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione proposta dal difensore dell’indagata, ritenendo insussistente un interesse concreto alla revoca del sequestro poiché i conti correnti bloccati avevano saldo negativo e, pertanto, non vi erano somme disponibili da restituire.

L’Avv. Massimiliano Luigi Scialla, in qualità di difensore della ricorrente, ha impugnato l’ordinanza, sostenendo che l’interesse non va limitato alla materiale disponibilità di fondi, ma riguarda anche la facoltà di utilizzare il conto corrente, ad esempio per regolarizzare il saldo, attingere al fido o evitare ulteriori addebiti derivanti da interessi passivi sul saldo “congelato”.


🏛️ La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che l’esecuzione del sequestro abbia già prodotto effetti pregiudizievoli per l’intestatario del conto, privato della possibilità di operare sul rapporto bancario e quindi titolare di un interesse concreto e attuale a chiederne la revoca.

Richiamando precedenti conformi (tra cui Sez. U, n. 6624/2011, Marinaj e Sez. 2, n. 14772/2018, Allegretti), la Corte ha affermato che:

“L’interesse a impugnare va individuato nella finalità di rimuovere una situazione di svantaggio processuale derivante da una decisione giudiziale e di conseguire una decisione più favorevole rispetto a quella oggetto del gravame.”

Inoltre, la Suprema Corte ha evidenziato come l’interesse permanga anche qualora il conto presenti saldo negativo, poiché il vincolo di indisponibilità incide comunque sulla sfera giuridica e patrimoniale del titolare, impedendogli di disporre del fido o ricevere accrediti successivi.

Alla luce di tali principi, la Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per l’ulteriore corso.


🌍 Il rilievo della pronuncia

L’accoglimento del ricorso presentato dall’Avv. Massimiliano Luigi Scialla contribuisce a rafforzare la tutela dei diritti dell’indagato nelle misure cautelari reali, ponendo un argine a interpretazioni eccessivamente formalistiche in tema di “interesse a impugnare”.

La decisione ribadisce che anche il blocco di conti correnti con saldo negativo può arrecare un pregiudizio concreto, incidendo sulla disponibilità del credito e sulla posizione contrattuale del correntista nei confronti dell’istituto bancario.


📘 Conclusioni

La sentenza n. 38222/2025 della Corte di Cassazione riafferma che l’interesse all’impugnazione del sequestro preventivo non si esaurisce nella mera disponibilità economica delle somme, ma comprende ogni effetto pregiudizievole derivante dall’esecuzione della misura.

L’orientamento, consolidato a seguito dell’accoglimento del ricorso curato dall’Avv. Massimiliano Luigi Scialla, rappresenta un importante passo verso un’applicazione sostanziale del principio di effettività della tutela giurisdizionale.

 

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